domenica 12 marzo 2017

Telling Stories
Borgarello (PV)

 

Sarà il songwriter nordirlandese (da tempo trasferitosi a Nasville) Ben Glover il protagonista Domenica 19 del terzo appuntamento della rassegna “Telling Stories”, organizzata dall’Ass.Cult.Mescalina e Paolo Pieretto in collaborazione con il Comitato Villa in Comune, Auser “Il Borgo” e con il patrocinio del Comune di Borgarello. Gli eventi della rassegna si tengono presso il C.T.E. Auser “Il Borgo” di Borgarello (all’interno del Parco Comunale Turati) e si propongono di essere dei veri e propri incontri in musica in cui i concerti sono anticipati da conversazioni e presentazioni di libri a cura di Mescalina. Domenica 19 prima del concerto di Williams sarà ospite di “Telling stories” Aldo Pedron, storica firma del giornalismo musicale italiano, autore del libro “Good Vibrations” dedicato alla storia dei Beach Boys. 
Realizzato insieme a Roberta Maiorano, il libro è il più completo ed esauriente sulla storia della band californiana capitanata dal genio di Brian Wilson che firma anche una nota nel libro che vanta inoltre la prefazione di David Leaf. Pedron presenterà “Good Vibrations” in una conversazione con Marcello Matranga prima di lasciare il palco allo straordinario Ben Glover che presenterà i brani del suo ultimo album “The emigrant” accompagnato da Colm McIean. Ben Glover ha stupito tutti prima con l’album “Atlantic” e poi col progetto “Orphan Brigade”, una delle più convincenti rielaborazioni della poetica della roots music ascoltate lo scorso anno. Con il nuovo “The Emigrant” Glover compie un ulteriore salto di qualità, cercando di raccontare l'emigrazione irlandese verso gli Stati Uniti, quasi una piccola trasposizione sonora delle epopee già romanzate in film come Gangs Of New York (2002) di Martin Scorsese, in libri come Brooklyn (2009) di Colm Tóibín o in serie tv come la Boardwalk Empire (2010) targata HBO. Glover lo fa con tatto e intelligenza, da un lato inseguendo l'epica delle grandi narrazioni e dall'altro senza strafare, anzi mantenendo una misura essenziale, ancorché ruvida e diretta, nel sovrapporsi di chitarre e percussioni, pianoforti e cornamuse intessuti per trasmettere all'ascoltatore la solitudine, la fierezza, la voglia di riscatto, la disperazione e l'ottimismo delle centinaia di migliaia di uomini e donne partiti verso il più giovane dei continenti intorno alla metà dell'Ottocento. Sorretto da una voce roca e graffiante, “The Emigrant” (fatte le debite proporzioni) rappresenta per il suo autore quel che “We Shall Overcome - The Seeger Sessions” rappresentò dieci anni fa per Bruce Springsteen: un viaggio nel passato da compiere senza cercare istruzioni, consigli o morali (percepibili, per chi volesse scovarli, eppure sempre intenti a scorrere sottotraccia) ma accontentandosi di un cuore, e di una voce, gonfi di emozione.
L’appuntamento è quindi per Domenica 12, inizio ore 18.30. Infoline al 3385901699.

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